In bici senza rotelle: questione di tenacia (e di misure)

quando bici senza rotelle

Andare in bicicletta con i miei figli, con l’arrivo della primavera, è una delle attività che più mi piace fare. Certo è che, di norma, dall’ultima volta che si è saliti in sella sono passate almeno due stagioni. Se inoltre ci si propone di togliere le rotelle alla bici e quindi di insegnare ai bambini ad andare in bicicletta da soli, ecco che dobbiamo affrontare una nuova e complicata sfida.

Ma qual è l’età giusta per imparare ad andare in bici senza rotelle? E quale modello scegliere?

bicicletta bambini

L’età giusta è soggettiva e dipende da bambino a bambino, dai suoi tempi e dalle esperienze pregresse. In linea di massima mi sono resa conto che a 5 anni e mezzo la maggior parte dei bambini sa già andare senza rotelle e predilige un modello di bici almeno a 16 pollici. Ma questa e altre informazioni le ho imparate sulla mia pelle e ora vi racconto come…

“Mamma, ma i muscoletti non si allenano da soli?”.
“Eh, direi di no”.

Questa è la frase con la quale ha esordito il mio secondogenito salendo in sella alla bici dismessa del fratello. Forse stava sondando qualche possibile scorciatoia per non faticare quanto suo fratello per il quale, in effetti,  imparare ad andare senza rotelle non è stata una strada in discesa…

Per ben due volte ho fatto un errore di valutazione. Il primo è che ho sottovalutato il passaggio dal monopattino a una bici “normale” senza prima allenare il suo equilibrio con una bici senza pedali (tipo questa: Balance bike). Il secondo è stato non rendermi conto che se le bici hanno diverse “misure” dai 10 ai 16 pollici ci sarà pur un motivo.

La resa dei conti non ha tardato ad arrivare. In un tiepido pomeriggio di inizio primavera, infatti, mio figlio si è scontrato con la dura realtà: non sapeva reggersi in equilibrio per più di tre secondi consecutivi sulla nuova e fiammeggiante bici della sua coetanea Beatrice, rigorosamente senza rotelle.

misure bicicletta bambino

Ero fiera di come non mollasse, cadesse e ritentasse di stare in equilibrio. In parte mi sono rivista bambina, testarda e cocciuta convinta di riuscire subito nelle cose. Dall’altra mi ha sorpreso per la sua pazienza e grinta nel provare a più riprese instancabilmente.

A questo proposito, mi ha molto colpito una frase che ho letto nel libro “Perseverare è umano” dello psicologo dello sport Pietro Trabucchi (allenatore di campioni olimpici): “Gli autori di grandi prestazioni sportive non fanno quasi mai riferimento al talento o a particolari propensioni naturali o abilità innate. Quasi tutti mettono l’accento sull’impegno, la dedizione e l’allenamento“. In effetti il vero limite per raggiungere certi obiettivi, spesso, è più mentale che fisico.

“Impegno, dedizione e allenamento” sono parole che portano con sè una buona dose di sacrificio e frustrazione. Del resto tutte le cose sono difficili prima di diventare facili, no?

E mio figlio ha potuto ben presto sperimentare in prima persona cosa significhi un po’ di sana frustrazione. Il confronto con Beatrice,infatti, lo aveva scottato ma anche “motivato” a imparare ad andare sulle due ruote. Arrivati a casa mi ha chiesto di esercitarsi con la bicicletta che gli avevo comprato circa un anno e mezzo prima e che aveva usato appena 4 volte.

Nei giorni a seguire siamo andati al centro sportivo sotto casa e lui, con grande determinazione, saliva in sella, faceva due metri e, nonostante il mio aiuto, cadeva.

caschetto sicurezza bimbi

C’è stato un momento in cui ho pensato: “Se continua così ci vorranno mesi prima che impari.” Per fortuna i miei pensieri non lo hanno influenzato, tanto che ha continuato a cadere e a rialzarsi senza mai darsi per vinto, come se il traguardo fosse vicino. Tuttavia la pedalata vincente è avvenuta solo con il cambio di bicicletta: una ultraleggera dino-bikes da 16 pollici verde fluo.

Dopo un solo pomeriggio di prove ha imparato ad andarci, e non bene, ma come una scheggia. Probabilmente, il fatto di essersi così a lungo esercitato con una bici non adatta alla sua età lo aveva avvantaggiato sia fisicamente sia mentalmente, perchè una volta in sella alla bicicletta “giusta”, tutto gli deve essere parso più semplice e con pochi sforzi poteva ora ottenere la grande soddisfazione di avercela fatta.

Lato mio, credo sia stato importante non scoraggiarlo mai ed entusiasmarmi con lui per i piccoli progressi raggiunti. E’ proprio vero che credere in se stessi e nelle proprie capacità senza abbattersi è la chiave per avere successo ed essere già a metà dell’opera. Del resto, una pedalata alla volta si può arrivare molto lontano. Da bambini quanto da adulti.

Nelle foto bicicletta modello Dino Bikes 16″ e 12″ pollici

Post in collaborazione con Dino Bikes

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