Per il grande traguardo dell’abbandonare il pannolino, tra le mamme, è stato coniato un neologismo, un termine che sul dizionario non esiste (non ancora per lo meno): spannolinamento, voce del verbo “spannolinare“.

Stando alle tabelle di marcia classiche con il secondogenito sono un po’ in ritardo, ma ho preferito aspettare l’estate che si sa, per togliere il pannolino, è il momento migliore.

Ad oggi lo abbiamo tolto definitivamente durante il giorno e la nanna del pomeriggio, ma ci resta da superare nel prossimo mese l’arduo ostacolo della notte. Di per sé sarebbe anche un’impresa fattibile, il problema sta nel fatto che prima di dormire è solito scolarsi una pinta di latte.

Dalla mia “doppia” esperienza ho imparato alcune cose:

1- Alcuni libretti semplici, simpatici e diretti possono aiutare il bambino a entrare nel mood che il pannolino andrà tolto.

Non voglio illudervi: non sarà sufficiente la lettura perché questo avvenga, ma di sicuro male non farà. Io ho usato per entrambi i miei figli questi due libretti:

Basta Pannolino! Già il titolo è incoraggiante e motivante. E’ un libretto molto didascalico che introduce il concetto che il bambino sta diventando grande (il protagonista si specchia e si misura in altezza e decide che è venuto il momento di togliersi il pannolino) e questa è già una buona argomentazione/motivazione da proporre ai vostri figli. Inoltre, in modo molto divertente, mostra tutti gli usi impropri che si possono fare del vasino: usarlo come cappello, vaso per piantarci un fiore, ciotola del cane, recipiente della farina per l’impasto di una torta etc. Questa parte ai miei figli è sempre piaciuta molto. E infine mostra la gloria del riuscire a impossessarsi del water.

Posso guardare nel tuo pannolino? un libretto un po’ particolare ma vi assicuro che i vostri figli lo adoreranno perché protagonista indiscussa è la cacca. Ogni animale della fattoria indossa un pannolino, il libretto consente di sollevarlo grazie alle apposite alette per scoprire cosa c’è sotto e… sorpresa!

In una istruttiva carrellata vengono presentate tutte le diverse tipologie e forme di feci dei rispettivi animali: la capra, la mucca, il cane etc.

Apprezzo questo libro perché riesce a trattare un argomento “indelicato” come questo con ironia e senza volgarità. Già il titolo a mio parere si pone in modo educato…

quando e come togliere il pannolino

2- Se ci credi tu per prima che sia possibile, finirà per crederci anche tuo figlio.

Anche nei momenti di sconforto, credeteci sempre. Se vi mostrerete incerte o dubbiose, per “transitività” anche vostro figlio percepirà che forse non è ancora pronto. E allora sarà la fine.
Potreste rischiare di perdere in un colpo solo tutte le conquiste fatte.

3- Non tornate mai indietro.

Se avete deciso di toglierglielo durante il giorno e mantenerlo solo durante la nanna del pomeriggio e il sonno della notte, anche se vi troverete a guadare fiumi di pipì, non commettete l’errore di rimettergli il pannolino.

Anche nelle situazioni scomode: se dovete uscire per fare la spesa e temete di rischiare grosso, non importa, azzardate. Portatevi dietro un cambio ma non rimettetegli il pannolino “per sicurezza”. E’ sempre un chiaro atto di sfiducia nei suoi confronti. Credete in lui e nella sua capacità di dirvi che gli scappa. E se non ve lo dovesse dire, pazienza, imparerà!

Per rassicurarvi posso dirvi che il controllo degli sfinteri avviene proprio intorno ai due anni. Tecnicamente quindi i bambini sono pronti già molto prima rispetto a quando effettivamente si prova a toglierglielo (2 anni e mezzo/3).

Psicologicamente invece ognuno ha i suoi tempi, è vero, ma noi mamme dobbiamo essere brave a capire quando per nostro figlio è arrivato il momento giusto per provarci e avere buone probabilità di riuscita.

4- Trasformate questo evento in un gioco

Portate voi il bambino in bagno a intervalli regolari (ogni 30 minuti circa), dicendo con enfasi “andiamo a fare pipì?” con il tono entusiasta di chi ha vinto il superenalotto. Riuscire a farla nel vasino è una vittoria da condividere con gioia. Anche se si dovesse trattare solo di un goccio invisibile di pipì, va festeggiato e incoraggiato.

Non chiedetegli mai “devi fare pipì” perché al 90 per cento vi risponderà di no, per poi farsela addosso l’istante dopo. Gratificatelo molto quando riesce e non umiliatelo mai né sgridatelo per tutti gli innumerevoli “incidenti di percorso” che accadranno. Fanno parte delle “regole” del gioco.

5- Non temete i bagni pubblici: “essere pronte è tutto”

Il mio terrore non era tanto se gli fosse scappata la pipì (un posto lo si trova sempre), quanto il “malloppo”…

L’idea di doverlo fare entrare in bagni pubblici di fortuna non avendo il tempo di “scegliere” il bagno ideale, mi metteva un po’ in ansia. Ebbene, in questi casi se il bagno dovesse presentarsi davvero indecente opto per la soluzione “En plain air”.… e mi attrezzo con sacchetto-porta-deiezioni come faccio con il cane.

In alternativa, vi consiglio qualche peso preventivo per i bicipiti, visto che in ogni caso, se lo portate in bagni pubblici, dovete tenerlo sollevato dall’asse per ovvie questioni igieniche. Io comunque si solito prego che non gli scappi quando siamo fuori. Conto molto sul riflesso gastrocolico mattutino post colazione: un kiwi per colazione, oltre che fonte di vitamina C, è ricco di fibre e stimola anche i più stitici.

 Ultimo suggerimento: evitate di togliere il pannolino in concomitanza con altri cambiamenti importanti come ad esempio la nascita di un fratellino o durante l’inserimento alla scuola materna.

Con il primo figlio mi ero munita di tutto, anche di vasino sonoro però, sinceramente con il secondo figlio ho eliminato tutto il superfluo e usato un classicissimo ed economico vasino basic (che ha funzionato benissimo).

Lo alterno anche al riduttore pieghevole da viaggio.

I due libretti invece li trovate qui sotto:

Posso guardare nel tuo pannolino?

Posso guardare nel tuo pannolino - Guido Van Genechten

 

 

 

 

 

 

Basta Pannolino!

Basta Pannolino

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