Siamo al nostro terzo giorno di inserimento alla scuola materna e, fin qui, tutto bene.

Ho però imparato che non significa ancora molto il fatto che mio figlio non pianga quando lo porto a scuola e che la maestra mi dica: “è sereno, si sta inserendo bene nel gruppo, partecipa con entusiasmo”.

Bisogna valutare queste considerazioni con la stessa attendibilità che hanno le previsioni meteorologiche: anche se fino al giorno prima è previsto il sole, basta l’arrivo improvviso di “un’ ondata di bassa pressione” per rimettere tutto in discussione.

Pertanto, questo inserimento lo vivo così, giorno per giorno, mettendo in conto anche che all’improvviso possa arrivare la pioggia a spazzare via tutto il sereno.

Anche perché l’esperienza mi insegna che quanto più il bambino sembra adattarsi bene alla nuova situazione e alle maestre, tanto più riserverà alla sua mamma tutto il bagaglio emotivo che ha trattenuto nell’arco della giornata.

In una fase delicata e di passaggio come può essere l’inserimento al nido o alla scuola materna, il bambino per sentirsi ben equipaggiato in questo viaggio ha bisogno di tre cose:

  1. Sentirsi rassicurato
  2. Sentirsi libero di esprimere la sua tristezza e rabbia
  3. Sentirsi accolto, amato e preso per mano in questo nuovo viaggio

Ci sono 4 libri che, in modo diverso, toccano questi tre punti e che vorrei consigliarvi come letture da privilegiare in questo momento “topico”.

1- Rassicurare

Tre piccoli gufi

Un giorno mamma gufa si allontana dal nido per cercare del cibo mentre i suoi piccoli stanno ancora dormendo. Al loro risveglio, i tre fratellini si trovano soli e all’inizio si sentono coraggiosi ma, man mano che il tempo passa, cominciano ad avere paura. E se la mamma non tornasse più? Il lieto fine di questa favola sancisce il ritorno della mamma al suo nido che, una volta rientrata, domanda ai suoi piccoli: “perché vi agitate tanto? Lo sapevate che la mamma torna sempre”.

Questo libro affronta quindi il tema del distacco, la paura dell’abbandono e della separazione dalla mamma ma rassicura sul fatto che la mamma “torni sempre”. Insomma è un bel modo “indiretto” per affrontare il tema dell’inserimento.

Qui sotto la mia video recensione al libro, qui il link per comprarlo su Amazon.

A più tardi

"A più tardi!" Jeanne Ashbé

Il libro di Jeanne Ashbé racconta per immagini la routine di una giornata “tipo” al nido: l’arrivo, il “passaggio” dalle braccia della mamma a quelle dell’educatrice, le attività che scandiscono tutti i momenti della giornata, fino al ritorno della mamma. Vedere raffigurato ciò che lo aspetta, non solo dà conforto al bambino, ma lo aiuta a familiarizzare con qualcosa che, essendo a lui ancora ignoto, lo spaventa. La conoscenza è infatti il primo passo per sconfiggere la paura. E’ questo anche un libro che, grazie alle illustrazioni ricche di dettagli molto realistici, aiuta a elaborare il distacco e a interiorizzare meglio le nuove abitudini. Qui il link per comprarlo su Amazon

2- Libertà di esprimere rabbia e tristezza

Il libro arrabbiato

Può succedere che il bambino, abituato a stare con la mamma (soprattutto dopo l’estate trascorsa insieme) viva un po’ come un torto e un tradimento l’essere lasciato a scuola in un ambiente che non conosce, abitato da bambini e insegnanti a lui estranei.

Il libro arrabbiato - Cedric Ramadier

Inevitabilmente quindi può attraversare sentimenti controversi ma anche “complementari” come rabbia e tristezza. L’importante è che i genitori riescano a essere empatici e a fargli capire che tutti i suoi sentimenti sono importanti e preziosi: sapere che è libero di sentirsi arrabbiato e di poter dare sfogo alla sua frustrazione senza reprimerla, è un’ottima fonte di fiducia in se stesso. Il primo passo quindi per non farsi sopraffare da sentimenti contrastanti è imparare a nominarli e riconoscerli. Il Libro arrabbiato in modo molto originale e creativo invita il bambino a guardare in faccia la sua rabbia, a dialogare con lei per comprendere le motivazioni che l’hanno provocata e a passare  anche “oltre”. Questo libro può quindi essere un buon pretesto per aiutare i bambini a comprendere il loro stato d’animo. Qui il link per comprarlo su Amazon

3- Sentirsi accompagnati verso un nuovo viaggio

Buon Viaggio, Piccolino!

Un proverbio indiano recita: non camminare dietro di me, potrei non vederti. Non camminare di fronte a me, potrei non seguirti. Cammina al mio fianco così che possiamo essere uno.

Ci sono momenti della vita dei nostri piccoli in cui tendere loro la mano per accompagnarli nel cammino di crescita è il gesto più bello che possiamo fare. E ci sono libri come “Buon viaggio, piccolino!” capaci di raccontare per immagini, accompagnate da un testo essenziale, tutta la poesia che si cela dietro a un momento di routine come è l’andare a nanna.

Lo consiglio quindi come lettura della buona notte perché è uno di quei libri “intimi”, che solitamente ai bambini piace molto, utile a rinforzare la relazione genitore-bambino in un momento, quello dell’inserimento, in cui il bambino ha bisogno di sentirci ancora più vicini, più accoglienti, più presenti nella sua quotidianità. Qui il link per comprarlo su Amazon

Se vuoi approfondire l’argomento leggi anche Inserimento alla scuola materna: un album per renderlo più semplice

Buon viaggio, piccolino Beatrice Alemagna

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