L’altra mattina dopo un mese di latitanza, sono riuscita ad andare in piscina. Un evento raro, che mi permette di riappacificarmi – momentaneamente – con quella parte di me che si ostina a pagare un abbonamento in palestra pur non andandoci mai.

Uscita ricevo una telefonata di una mia cara amica (mamma) e prima di salutarci mi dice: “certo che sto lavoro del fare la mamma è davvero il più duro e faticoso del mondo. A volte mi rendo conto che ogni mio buon proposito di essere una madre migliore fallisce miseramente e io mi trovo a urlargli addosso minacciando punizioni inenarrabili”.

A chi non è mai capitato? Non solo di pensare che fare il genitore sia indubbiamente difficile, ma anche di  “minacciare punizioni?”. E dopo aver messo in castigo i vostri figli, vi siete mai chiesti se esistano metodi alternativi (ed efficaci) alla punizione? Non so voi, ma io me lo chiedo praticamente ogni volta che cado nel tranello della punizione.

Mi capita di leggere molti libri sull’educazione, i cui consigli provo ad applicare sistematicamente con i miei figli. Posso dire che la linea comune di tutti è questa: punire non serve a nulla. Per una infinità di ragionevoli motivi che non si possono che condividere. Almeno sulla carta, perchè poi nella pratica…

Genitori con il cuore di Jan Hunt
Tuttavia, alla fine di ogni libro che pone al centro soluzioni alternative alla punizione, mi sento fallire. E’ come quando mi illudo che basti seguire una ricetta alla lettera per realizzare una torta fantastica.In ogni caso non mi scoraggio, e mi riprometto di fare diversamente. Ovviamente, i miei figli non tardano mai a offrirmi le occasioni di sperimentare tutti i metodi educativi dell’universo.

Spesso, infatti, mi scontro con la dura realtà: nonostante abbia comprato tutti gli ingredienti, esattamente come richiesto dalla ricetta e nonostante l’impegno profuso nel seguire passo passo ogni fase, alla fine la torta dal forno passa diretta alla spazzatura.

Che cosa non ha funzionato? Eppure, mi dico, ci ho messo pure l’ingrediente segreto dell’amore.

In cucina come nella vita da mamma, evidentemente, l’amore e la buona volontà non bastano.  

In certi casi mi piacerebbe proprio che comparisse una nuvoletta dalla quale si materializzasse il pedagogista di turno capace di applicare dal vivo, in quel momento, il suo efficace metodo che non prevede MAI punizioni o castighi.

Nell’attesa che questo avvenga, vorrei elencarvi le 10 alternative ai castighi che propone l’autrice del libro “Genitori con il cuore”. Devo dire che alcune di queste, mi suonano bizzarre, e non del tutto convincenti. Ho però apprezzato che, nella prefazione, l’autrice per lo meno ci rassicuri dicendo: “Questo libro parla di principi molto semplici, ma spesso ci vuole una vita per impararli”.

Genitori con il cuore di Jan Hunt

Le vere alternative ai castighi sono quelle che permettono al bambino di imparare e crescere in modo sano.

1- Prevenire il manifestarsi di comportamenti problematici venendo incontro alle necessità del bambino non appena le esprime. Questo è forse l’approccio migliore: non solo previene comportamenti problematici, ma trasmette a un figlio l’amore e la sollecitudine che proviamo per lui.

2- Predisponete un ambiente sicuro e adatto al bambino. Perchè tenere oggetti preziosi a portata di mano di un bambino piccolo quando possono essere ritirati, fino a quando non sarà cresciuto abbastanza per maneggiarli con cautela? Ai bambini più grandi offrite opportunità di svago.

3- Applicate la regola d’oro. Pensate a come vorreste essere trattati voi se vi trovaste nelle stesse circostanze di vostro figlio, e trattatelo in quel modo. La natura umana è sempre la stessa, a ogni età.

4- Mostrate comprensione verso i suoi sentimenti. Anche quando un comportamento vi sembra illogico, i bisogni e sentimenti che stanno alla base sono reali e vanno presi sul serio. Dicendo “Cosa c’è che non va?” dimostrate che vi importa quello che sente o di cui ha bisogno.

5- Confermate i sentimenti. Cercate di far sì che il bambino sappia che lo capite, che vi preoccupate per lui e che ogni sentimento che manifesterà non sarà mai rifiutato, di qualsiasi natura sia. Per esempio “mi ricordo come questa cosa faceva stare male me quando ero piccola”.

6- Venite incontro innanzitutto a quei bisogni che provocano un certo comportamento. Se si punisce il comportamento esteriore, i bisogni che stanno dietro continuano a riemergere fino a quando non vengono presi sul serio. A volte è necessario indagare in profondità per scoprire quali siano.

7- State dalla parte del bambino. Ogni volta che è possibile cercate una soluzione alla pari che soddisfi le necessità di entrambe le parti. Si può prendere in considerazione un corso di comunicazione non violenta per imparare dalle tecniche di risoluzione dei conflitti.

8- Rassicurate il bambino che lo amate e apprezzate. Il cattivo comportamento molte volte è un tentativo di esprimere il bisogno di più affetto e attenzione. Se potesse esprimersi in un modo più maturo lo farebbe. Per esempio, chiedete: “vuoi leggere un libro con me? Così stiamo un po’ insieme…?”

9- Proponete esperienze o attività alternative. Regalategli dei pennarelli, leggetegli una storia, fatelo giocare con l’acqua, andate a fare una passeggiata. Potrete così distrarre l’attenzione per un po’ da una situazione divenuta troppo stressante e difficile da risolvere sul momento.

10- Chiedetevi se un domani ripensando a quella cosa ci riderete sopra. Se così fosse, perché non riderci su fin da ora? Anche la situazione più esplosiva si può disinnescare con un pizzico di umorismo al momento giusto: “Oh no, tu e tuo fratello vi siete dipinti di verde? Aspettate che vi faccio una foto”. Pensando a queste alternative possiamo trovare la collaborazione sincera che vorremmo.

Ecco, nell’attesa quindi di trovare il Gandhi che è in me, posso di sicuro lavorare su diversi di questi punti anche se mi pare di capire che l’unica alternativa al castigo si possa riassumere nella massima “prevenire è meglio che curare”. Ma pur con tutte le buone intenzioni del mondo, sarà davvero possibile “evitare” certe situazioni?

to be continued…

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Genitori con il cuore di Jan Hunt

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