Questa mattina alle 3,40 mi sono ritrovata “sardina” tra i miei figli nel LORO letto a una piazza e mezza (acquisto dettato dalla disperazione di sentirmi troppo spesso Biancaneve nel letto dei nani) mentre mio marito poteva naufragare da solo nel NOSTRO lettone, ed è allora che mi sono chiesta: ma perché?!

Forse perché quello delle 3,40 era “solo” il secondo risveglio di Mattia e in cuor mio sapevo che non sarebbe neppure stato l’ultimo?

Già, proprio così, e io la forza di evacuare camera ogni volta che suona la sirena del suo pianto (tipo tre volte a notte) e con slancio vitale precipitarmi a soccorrerlo, non ce l’ho più.

Al primo risveglio mi piazzo nel loro letto così da “sedare” sul nascere il secondo e il terzo risveglio (se va bene).

Eppure questa notte mi sono chiesta se Darwin, nella sua teorizzazione della sopravvivenza della specie, avesse mai pensato a noi madri e al nostro sonno, sempre più a rischio di estinzione (sia il sonno sia di conseguenza le madri…).

 Sicuramente no, perché ai suoi tempi tanto le cose erano diverse (immagino dormissero tutti in una unica stanza o in alternativa le norme famigliari salvaguardassero la privacy genitoriale più di quanto oggi accade). Ho pensato allora a un passato più recente: il mio, e al divieto assoluto che ho sempre avuto di accedere al lettone dei miei genitori.

Bimbi, lettone e la teoria darwiniana...

Pensandoci bene, da piccola questa regola io la rispettavo senza nessun trauma, era la mia “normalità” e, anzi, devo dire che quando sentivo di bambini che dormivano con i genitori mi sembrava molto innaturale come abitudine.

Quindi che cosa sto sbagliando?

 Daniele Novara, il mio pedagogista “di fiducia”, durante un recente incontro pubblico cui ho assistito, ha posto ai genitori presenti in sala questa domanda: “alzi la mano chi ha rinunciato alla propria privacy permettendo ai figli di entrare in bagno in qualsiasi momento, o chi con loro condivide anche il lettone”.

In risposta a questa domanda c’è stata una sorta di “ola”: raramente mi sono sentita parte di una maggioranza così compatta da commuovermi.

Come Novara scrive nel suo libro “L’essenziale per crescere“: “un altro passaggio importante da affrontare alla fine del primo anno di vita del bambino è quello dal lettone al lettino. Sì, perché dopo tanti sforzi per offrire a piccolo la cameretta più bella del regno, ecco che il bebè finisce per passare più tempo nel lettone dei genitori che in camera sua. Niente di male nel primo anno, ma verso i 10-11 mesi non ci sono più ragioni pratiche o di “cuore” per tenerlo accanto a sé tutta la notte. All’inizio può sembrare facile. Il difficile viene dopo, verso i 3 anni.

Quando cioè comincia il grande ritorno nel lettone”

Già “il grande ritorno nel lettone” o “il grande esodo di noi genitori nel lettino”?

Ripensando a quell’incontro tra Novara e i genitori, avrei voluto alzarmi e aggiungere che la questione sia addirittura più tragica di quanto sembri.

Bimbi, lettone e la teoria darwiniana... Bimbi, lettone e la teoria darwiniana...

Mi ricordo di una notte in cui Giacomo dormiva nel lettone con mio marito e io nel lettino con Mattia, a un certo punto della notte anche Giacomo è venuto nel lettino. Era chiaro che mi avrebbero seguito ovunque, allora per trarli in inganno sono andata a dormire sul divano sperando che almeno lì non mi trovassero.

Bambini, lettone e la teoria darwiniana

Per tornare alla metafora darwiniana, i genitori per sopravvivere hanno sviluppato uno spirito di adattamento ai figli senza precedenti storici.

 Ed è così che non sono più i figli che dormono nel lettone, ma i genitori che si trasferiscono in quello dei figli, sostituendo il lettino con uno più grande (solitamente a una piazza e mezza) in modo da poter almeno stare “comodi” e adattarsi così in questa scomodissima situazione.

Novara terminava l’intervento asserendo che “il momento in cui il piccolo, trionfante, prende il posto del papà (sfrattato sul divano o peggio ancora in cameretta) vicino alla mamma, sia il primo passo verso anni di analisi”Recuperare la distanza tra noi e loro è quindi indispensabile per riappropriarci del nostro ruolo di guida educativa.

Ebbene, questa mattina, dopo aver passato l’ennesima notte (insonne) con la testa sprofondata nel buco tra i due cuscini dei miei figli, ho deciso che profonderó tutte le mie energie per scovare il metodo di “riappropriazione debita del mio letto per tutta la notte”.

Vi terrò aggiornati….

 L’essenziale per crescere di Daniele Novara e Silvia Calvi

L'essenziale per crescere di Silvia Calvi e Daniele Novara

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