Il cosleeping è sicuro? Mamma e bambino possono trarne diversi benefici, a patto che si adottino alcuni semplici accorgimenti. Vediamo quali alla luce della mia duplice esperienza.

Mi sono avvicinata alla pratica del cosleeping per “sopravvivenza”: dormire con accanto il piccolo è stata una necessità per avviare l’allattamento, ma anche per me.

La possibilità di tenere il piccolo al mio fianco lo rassicurava e tranquillizzava permettendomi dei microsonni tra una poppata e l’altra. Senza contare che i doloranti punti del cesareo non mi avrebbero mai concesso di alzarmi continuamente dal letto.  

lettino cosleeping

E, così, la nostra soluzione ideale è stata quella del side-bed (un po’ come le side-car), ossia avere una culla accanto al mio letto in cui far dormire il piccolo. In questo modo al primo vagito mi bastava allungare la mano e fargli sentire la mia presenza: massima resa con il minimo sforzo.

A rassicurarmi del fatto che fosse anche una scelta corretta e “salutare” è stato scoprire che uno dei vantaggi di questa abitudine fosse anche prevenire la tanto temuta SIDS.

La “sindrome da morte in culla” – Sudden Infant Death Syndrome –  è una morte improvvisa e inspiegabile che colpisce i neonati nei primi mesi di vita fino all’anno di età.

Recenti studi hanno infatti dimostrato che il co-sleeping permette al bambino di passare più tempo nella fase 1 e 2 del sonno REM (quello più leggero) e questo aspetto gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione della SIDS. 

Infatti, nella fase REM del sonno c’è una maggiore concentrazione di ossigeno nel sangue che rende più efficaci le reazioni di risveglio in caso di disturbi respiratori. Senza contare che avere il neonato nella nostra stessa stanza ci permette di vegliare meglio sulla serenità del suo sonno.

L’importante è ricordarsi di non coprire troppo il bambino per evitare che si surriscaldi (apnee e ipertermia sono fattori di rischio per la morte in culla) e mantenere la temperatura della stanza tra i 18 e i 20 gradi.

La condivisione della stanza nei primi mesi di vita è auspicabile anche se il bambino prende il biberon e, a mio parere, indispensabile per le mamme che allattano al seno.

benefici del co-slpeeping

L’ideale è scegliere una culla che abbia la possibilità di abbassare la spondina all’altezza desiderata in modo da permettere ai genitori di trascorrere la notte accanto al proprio piccolo in tutta sicurezza.

Per questa terza gravidanza mi hanno fatto provare un modello appena uscito della Pali adatto al co-sleeping: la culla Emi. La novità di questa proposta consiste nella sua multifunzionalità: una volta smesso l’uso come culla, Emi può trasformarsi in un utile set portagiochi con appendiabiti e successivamente in scrivania. 

culla per cosleeping

Tanti prodotti che compriamo ai nostri bambini, purtroppo, si usano per poco tempo ed è un  vero peccato. Invece, questa culla così progettata punta al riutilizzo degli elementi che la compongono (pregiato legno di faggio e vernici atossiche) trasformandoli in altri complementi d’arredo per la cameretta del bambino, seguendo così la sua crescita.

Lettino co-sleeping

Un’altra caratteristica per me imprescindibile è la possibilità di spostare facilmente la culla da una stanza all’altra. La culla Emi è infatti dotata di 4 ruote piroettanti di cui 2 con freno.

La culla Emi, comprensiva di materasso e coordinato tessile Urban, è in promozione presso i rivenditori autorizzati Pali fino al 30/09/2018 al prezzo speciale di €359.00 (anzichè €454.00). Clicca  qui per trovare il negozio più vicino a casa tua.

post in collaborazione con Pali

 

 

 
 

 

 

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