“Il Pentolino di Antonino” di Carrier Isabelle è un libro che affronta il tema della diversità, dell’accettazione di sé e, trasversalmente, tocca anche il delicato tema della resilienza: ossia la capacità di far fronte, con flessibilità, ai problemi (in questo caso l’impossibilità di liberarsi del pentolino).

In breve è la storia di Antonino, un bambino che si trascina sempre dietro un pentolino che un giorno gli è caduto sulla testa. Questo pentolino però è un intralcio si incastra ovunque e gli impedisce di andare avanti. Purtroppo, nonostante abbia molte qualità, tutti vedono sempre soltanto l’imbarazzante pentolino che si porta dietro ovunque. Non comprendono che Antonino deve sforzarsi molto per fare le cose che per tutti gli altri bambini sono semplici.

Che cosa rappresenta, metaforicamente, quindi questo pentolino? Diciamo che può essere qualsiasi cosa, e non necessariamente è da intendersi come una disabilità grave. Ognuno di noi può sentirsi “intralciato” o appesantito da un senso di inadeguatezza. Il pentolino quindi simbolicamente può rappresentare anche una situazione famigliare delicata come l’adozione, o difficile come un divorzio dei genitori, un incidente, un trauma o, più semplicemente, i propri limiti.

Per questo, Antonino vorrebbe sbarazzarsi del suo pentolino. Ma non può: “il pentolino è lì e non c’è niente da fare”. Decide allora di usarlo per nascondersi agli altri e diventare invisibile, pensando che così le cose saranno più semplici. Poco a poco, la gente lo dimentica e non gli chiede più niente.

Fino a quando Antonino incontrerà una persona “straordinaria”, che riuscirà a fargli ritrovare la voglia di tirar fuori la testa dal pentolino e a conviverci serenamente.

Età di lettura consigliata dai 4 anni e mezzo

Se volete scoprire in che modo Antonino riuscirà a ritrovare la serenità perduta, guardate la mia video recensione del libro qui sotto

 

IL PENTOLINO DI ANTONINO

di Carrier Isabelle

Kite edizioni

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Il Pentolino di Antonino

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