Le due cose da NON fare quando i vostri figli litigano

Le due cose da non fare quando i vostri figli litigano

Sembra strano, eppure, quando i nostri figli litigano, basterebbe che fossimo capaci di astenerci dal compiere due semplici azioni (che ci vengono invece spontanee) e vedremmo subito grandi cambiamenti, in meglio.

Daniele Novara, l’autore del libro “Litigare fa bene” (QUI l’articolo dove lo recensisco) propone un metodo che lui definisce “dei 4 passi: 2 indietro e 2 in avanti” per insegnare ai nostri figli a litigare “bene” e che vi riassumerò in due pratiche puntate qui sul mio blog.

Inizio con l’ammettere che, nonostante fossi stata proprio io a comprare il libro in questione perché suggeritomi da un’amica mamma, l’avevo lasciato lì sullo scaffale della libreria a prendere polvere.

Finché un giorno mio marito mi chiese se lo stessi leggendo e come mi sembrasse. Gli dissi (bofonchiando) che lo avevo iniziato a leggere ma che poi mi ero interrotta…

In realtà non ero andata oltre il retro di copertina.

Non so perché ma già il titolo “Litigare fa bene”, vedendo i miei figli azzuffarsi ogni istante per ogni cosa, mi lasciava perplessa.

E fu così che a leggere il libro per primo fu mio marito. Fu lui a rompere il ghiaccio. E per fortuna.

Beh, non solo lo lesse tutto in un giorno, ma una volta finito mi disse: “devi leggerlo anche tu perché dobbiamo applicare il metodo”.

Il metodo?! Ommioddio sarà una cosa complicata? Ma perché il metodo?

E comunque non mi decisi a leggerlo finché un giorno, sempre mio marito, intervenne mentre Giacomo e Mattia stavano litigando e loro smisero subito, lui mi guardò e disse: vedi? Ho applicato il metodo.

Capii allora che il metodo poteva davvero funzionare e dovevo assolutamente leggerlo anche io. All’istante presi il libro e mentre con una mano giravo il sugo, con l’altra iniziai a sfogliarlo.

Oggi questo metodo in 4 step è per me l’unico davvero efficace per aiutare i nostri figli a litigare bene. Non vi illudiate che questa tecnica cancelli i conflitti, ma di certo aiuta a risolverli senza il nostro intervento e prima che vi siano vittime. Il che già mi pare un gran successo.

Da quando lo utilizzo, non posso dire che i miei figli abbiano smesso di litigare, però i litigi si esauriscono in fretta e – soprattutto – non finiscono più per esaurirmi al punto di voler sbattere la testa sul frigorifero.

Giacomo e Mattia litigano per tutto: per chi deve aprire o chiudere l’ascensore, per chi ha preso un gioco per primo, per chi ha spinto, per chi ha rubato, per chi ha fatto la spia all’altro, per chi non ha rispettato, per chi si siede al suo posto, per chi accende la luce, per chi la spegne e potrei continuare all’infinito.

                                            Le due cose da NON fare quando i vostri figli litigano

 

Le due cose da NON fare quando i vostri figli litigano

1° PASSO INDIETRO

Non dobbiamo mai cercare un colpevole quando i nostri figli litigano.

Non è semplice, per nulla! Non vi dico la mia fatica per reprimere la voglia di schierarmi con uno o con l’altro, ergendomi a paladina della giustizia: “Giacomo restituisci subito il delfino a tuo fratello, ho visto che sei stato tu a portarglielo via per primo!”. Ecco: leggendo il libro ho capito che questa è una delle frasi da cancellare dal nostro vocabolario quando assistiamo a un litigio.

Eppure, a ripensarci, direi che il mio modus operandi fino a poco tempo fa fosse proprio quello di intervenire con la pretesa di fare l’arbitro.

 

Difronte al litigio dei bambini abbiamo la tendenza a farci coinvolgere, a fare un passo in avanti nella lite indicando un colpevole e stabilendo chi ha torto o ragione. Il primo passo, controintuitivo, del metodo di Novara va fatto, invece, nella direzione opposta, ossia chiamandosi fuori: astenersi da questo impulso a ristabilire la “giustizia”.

D’altra parte la norma è ormai nota a tutti i genitori e più la mamma fa il giudice e più i bambini finiscono per litigare. Educare non significa fare giustizia, ma fare apprendere. E’ chiaro a tutti quanto, in un clima connotato da un forte giudizio, questa opportunità scompaia.

Poiché non è detto che chi ci appare colpevole lo sia davvero, cercarlo è fuorviante e rischia di provocare più danni che altro.

Spesso, quando arrivo sul luogo del litigio, ho la tendenza ad accusare chi in quel momento non piange, ma è una mia interpretazione dei fatti basata su opinioni sbrigative e alquanto incomplete. Basarsi sui nostri pregiudizi per stabilire la “verità” non è corretto e nemmeno utile.

2° SECONDO PASSO INDIETRO

Non fornire noi la soluzione, ma lasciare che siano loro a fare proposte.

Vi sarà capitato di intervenire durante un litigio dei vostri figli e assistere a un copione più o meno come questo:

Mattia: No è mio

Giacomo: No era mio, l’avevo preso prima io

Mattia : No l’ho visto prima io

Giacomo: Sì ma adesso ce l’ho io e lo uso io

E così all’infinito fino ad arrivare anche a qualche tentativo di scippo dell’oggetto del desiderio con conseguente spinta da parte del scippato al scippante e così via senza tregua.

 

Quindi, sono intervenuta ma non ho cercato il colpevole, ossia non mi sono messa a cercare di capire se valesse di più il fatto di averlo visto per primo o preso per primo o solo pensato di vedere e di prendere per primo. Ho sospeso tutto questo cervellotico processo (primo passo indietro) e mi sono pure astenuta dal fornire io la soluzione alla loro lite e soprattutto non ho imposto io una pace forzata (secondo passo indietro).

Alla fine è come in guerra, l’armistizio va deciso di comune accordo tra le parti offese, se arriva un terzo a imporre la pace non funzionerà.

Se non cerco il colpevole, se non impongo la pace finisce anche che non do ragione né all’uno né all’altro e allora, nella pratica cosa faccio? Niente di niente?

Per il momento mi limito a fare questi due passi indietro che, sembrerà poca cosa, ma invece preparo il terreno fertile per i due passi in avanti che mi faranno vedere la luce in fondo al tunnel. Dopo aver analizzato quindi le 2 COSE DA NON FARE, se vi interessa siete pronti per conoscere i due passi avanti, ossia le 2 COSE INVECE DA FARE (cliccate QUI).

Un buon libro per affrontare il tema del conflitto con i vostri figli è “Sei Corvi”di Leo Lionni la cui morale è “La soluzione del conflitto è il dialogo”. Qui sotto la mia video recensione del libro.

Un altro libro che vi consiglio sempre in tema si intitola “Il Litigio” e qui sotto potete vedere la mia breve video recensione

LITIGARE FA BENE -Daniele Novara

Litigare fa bene- Daniele Novara

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