Questi giorni di vacanza al mare con i bambini sono faticosissimi. Non avrei mai pensato la compresenza, nella stessa frase, di “vacanza” e “faticoso”.

Eppure per chi ha figli piccoli, magari con meno di due anni di differenza, non dico senz’altro nulla di nuovo.

Però suona sempre strano essere in vacanza e proiettarsi con il sorriso a settembre, immaginandosi tutte le belle cose che potrò fare quando lo saranno a scuola: una ceretta dall’estetista, leggere un libro dall’inizio alla fine, lavorare senza continue interruzioni e sensi di colpa, fare sport e molto altro ancora.

In questo momento vivo in una sorta di “apnea” che consiste nel dedicarmi alla loro sopravvivenza h24, tralasciando la mia. La frase che mi sento ripetere più spesso dai miei figli è: mamma perché hai quella faccia?

Domanda che puntualmente mi coglie di sorpresa, e se allora furtivamente butto un occhio allo specchietto retrovisore per controllare la faccia che ho, mi sembra proprio di vedere lo sguardo di Clint Eastwood nei film western di Sergio Leone: glaciale e piuttosto incazzato.

 Ovviamente tutto ciò mi dispiace. Ma mi dico anche: passerà. E poi certi giorni sono migliori di altri.

Nel frattempo leggo cose, non vedo nessuno altro all’infuori dei miei figli, e non faccio altro che correre dietro loro dalla mattina alla sera, senza pausa pranzo.

 Tuttavia, tra queste cose che riesco a leggere nei rari ritagli di tempo, di notte solitamente, ho scoperto 3 cose interessanti riguardanti “i limiti” tratte dal libro “il cervello dei bambini spiegato ai genitori”:

 Limiti e bambini: meglio infrangerli o rispettarli?

1- I limiti sono fondamentali nell’educazione del cervello. Esiste infatti una intera regione del cervello dedicata esclusivamente a fissare limiti, a farli valere e ad aiutare le persone a sopportare la frustrazione che comporta rispettarli. Anzi, questa area detta “prefrontale” è senza dubbio la più importante per raggiungere la felicità. Ma qual è il nesso tra frustrazione e felicità? Una cosa che ogni bambino deve imparare nel corso della vita se vuole diventare un adulto felice è sopportare la frustrazione.

Insegnare ai nostri figli che spesso le cose non vanno come vorremmo che andassero li prepara al mondo che li aspetta. Inoltre, la felicità non è correlata a ciò che possediamo, la felicità non si può comprare e non si può avere tutto ciò che si vuole. Le persone felici rivolgono l’attenzione alle cose positive. Per fortuna, le abitudini mentali si possono cambiare, ad esempio se nostro figlio esprime frustrazione perchè non può avere il gioco che ha il suo amico, per aiutarlo a gestire questa frustrazione, bisogna dirigere la sua attenzione non su ciò che non ha, ma su quello che ha. Per aiutare i bambini a entrare in questa forma mentis, un esercizio di psicologia positiva che vi consiglio consiste, prima di leggere la favola della buona notte, nel farvi raccontare tre cose positive della loro giornata. Praticando questo semplice esercizio, non solo aiutiamo i nostri figli a concentrare l’attenzione sul lato positivo delle cose, ma possiamo scoprire cosa è davvero importante per loro.

Limiti e bambini: meglio infrangerli o rispettarli?

2- Porre limiti favorisce lo sviluppo intellettivo ed emotivo dei bambini . Porre dei limiti infatti aiuta il bambino a esercitare l’autocontrollo e lo sollecita a cercare delle alternative rendendo il suo carattere più flessibile e adattabile. Inoltre imparare a saper aspettare prima di avere una cosa e non aver “tutto subito” evita il modello di “gratificazione istantanea” e di conseguenza insegna che talvolta, come scriveva Leopardi: “il piacere dell’attesa è il piacere stesso”. Saper aspettare ad esempio il compleanno per ricevere un regalo tanto desiderato, gli insegnerà ad aspettare le cose con entusiasmo, che è una caratteristica delle persone felici.

3-Far rispettare i limiti è importante quanto infrangerli. Del resto è l’eccezione che fa la regola. Avere dei limiti che il bambino può infrangere quando glielo concediamo ci permetterà di insegnarli che nella vita bisogna essere elastici e che alcune regole cambiano a seconda delle circostanze. Senza contare che questa possibilità renderà anche la vita famigliare più flessibile. Se la regola è: non si mangia davanti alla televisione, magari se è ammalato possiamo concedergli una pastina sul divano davanti alla tv, oppure, senza per forza  aspettare sia ammalato, se una sera va a dormire dalla nonna e non si lava i denti non è la fine del mondo.

Ecco diciamo che i miei figli per ora hanno con i limiti un rapporto aperto. Praticamente ogni giorno sperimentano con grande creatività il superamento di ogni limite. Non esiste limite che loro non provino, beffardamente, a sfidare. A loro poi piace molto sondare anche i limiti della mia pazienza…

Vi lascio con questo video che ci ricorda che quando siamo in crisi, così come quando stiamo bene, ricordiamocelo: passerà…

Il cervello dei bambini spiegato ai genitori di Alvaro Bilbao

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