Mostre e bambini: quando il passeggino è una marcia in più

Mostre e bambini: quando il passeggino è una marcia in più

Andare a vedere delle mostre con figli (piccoli e scatenati) al seguito è difficile. Tuttavia, con piccole strategie, il compito potrebbe verificarsi meno arduo.

Le strategie da applicare cambiano in base a un semplice dato: vostro figlio è ancora in età da passeggino?

La questione è cruciale perché avere la possibilità o meno di mettere vostro figlio in passeggino senza suscitare scalpore (oltre i tre anni è sconsigliato anche dai pediatri l’utilizzo del passeggino) implica due tipologie di organizzazioni opposte.

Prima di diventare mamma ho viaggiato molto con mio marito e di mostre ne abbiamo viste parecchie.

Ho sempre apprezzato quelle famiglie (magari tedesche, con tipo quattro figli al seguito, di cui il più piccolo rigorosamente in spalla nello zaino del papà) che in sacrale silenzio facevano “sfilare” i loro bambini, in ordine d’altezza, davanti ai vari quadri.

Avevo già chiaro, senza sapere se la sorte mi avesse reso madre di maschi o femmine, che in ogni caso i miei figli non avrebbero avuto quella calma interiore da sembrare finti.

Tuttavia, non appena Giacomo aveva qualche mese lo abbiamo portato alla sua prima mostra, al MAMAC di Nizza, e – non contenti – ci siamo sparati anche ben due Biennali Di Venezia. Quando ero incinta di Mattia siano stati anche a Villa Panza. E devo dire senza difficoltà.

MAMAC Museo arte Nizza MAMAC museo d'arte Nizza

Più si va avanti, più si dovrebbe migliorare, no? Ma se prima è stato tutto sommato semplice, perché adesso è diventata un’impresa?

Forse il motivo è semplicemente che adesso loro sono raddoppiati, ma soprattutto nessuno dei due usa più il passeggino.

Ah, caro vecchio amico… certo: ingombrante! però quante code saltate grazie a lui? E quante penniche ci si sono fatti entrambi con mia grande gioia? E poi… quanto si può riuscire a riempirlo un passeggino? Ci sono state volte che l’ho addobbato come un albero di Natale e non bastandomi le tasche, le sacche sotto, sopra e di lato, l’ho pure dotato di ganci esterni cui appendere altre borse, altri sacchetti.

Mi mancherà questa gigante borsa viaggiante con la quale ho macinato chilometri e chilometri con la velocità e costanza di Forrest Gump, in cui tenere “legato a forza” mio figlio.

E mi rendo conto della sua mancanza soprattutto adesso quando visito delle mostre con loro al seguito.

Insomma, con un bambino piccolo o anche due, ma pur sempre in età da passeggino, vedere mostre è più che fattibile: basta attrezzare il suddetto come un camper, con tutta l’occorrenza dal cibo al cambio e organizzare la visita al museo in coincidenza con l’orario del loro sonnellino (mattutino o pomeridiano).

Villa Panza di Biumo Biennale di Venezia

A quel punto, sia che li spingiate in strada o per le sale di un museo, a loro non farà differenza. Voi, invece, avrete quella bella sensazione di riuscire a fare le stesse cose che facevate prima, nonostante loro.

Tuttavia, per non innervosirsi, soprattutto se viaggiate e visitate mostre in Italia e non in Svezia (dove potrete trovare un fasciatoio anche dal tabaccaio) munitevi di spirito di adattamento e da campeggio. Il che significa: cambi rapidi di pannolino attrezzando i posti più impensabili, e soprattutto pappa pronta (che non diventi colla istantanea) portata da casa.

Biennale di Venezia Biennale di Venezia

Se, invece, anche voi come me siete nella fase post passeggino e magari avete due pesti incontenibili da portarvi appresso, la strada è in salita…. ma non perdetevi d’animo! qui trovate 3 facili strategie (con me funzionano molto) per vedere (e apprezzare) mostre insieme ai vostri figli.

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