Se non avete più figli in età da passeggino (nel caso contrario vi suggerisco di leggere “Quando alle mostre ci andavo con il passeggino”), riuscire a vedere una mostra e magari anche ad apprezzarla è facile… se sai come fare!

Da quando ho perso i vantaggi del nostro 4ruote (guadagnandone comunque in comodità e praticità), ho dovuto rivedere completamente il modo di andare per mostre.

Quando crescono, iniziano a camminare (anzi… correre!) ma ancora non sono grandi abbastanza per avere un reale interesse a visitare un museo, infatti, possiamo sentirci scoraggiate e abbandonare l’idea delle visite alle mostre. A meno che non proviate anche voi questi suggerimenti che con me funzionano molto.

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1) Proponi la visita al museo/mostra come un gioco, che ha però tre regole fondamentali da rispettare:

  1. Non si corre;
  2. Non si urla;
  3. Non si toccano i quadri;

Se queste regole verranno rispettate a fine mostra si vincerà un premio (potrebbe essere un semplice gadget di ricordo, o poi li portate a mangiare un hamburger, o fate assieme qualcosa per loro di valore).

Ovviamente rispetto a premi e punizioni, vale la regola già approfondita in questo articolo secondo la quale non deve essere uno strumento educativo preponderante.

2) Affida loro un compito: scegliere tra tutti i quadri della mostra il più bello, il suo preferito, così poi da prendere magari la cartolina di quel quadro, oppure, se è permesso, scattare una foto vicino al quadro.

Questo li ingaggia a non farsi scappare neanche un quadro… se proprio vedi che in una stanza perdono la concentrazione puoi riportarli a vedere i quadri e dire loro: in questa stanza quale è il tuo preferito? cosa ti piace?

3) Sforzati in ogni quadro (o in quelli che ti interessa stare a guardare) di ricercare un possibile aggancio tra l’universo creativo dell’artista e l’universo magico-artistico-creativo del bambino.

Nell’ultima mostra vista di Keith Haring a Palazzo Reale, c’era un quadro che raffigurava diversi animali dal coccodrillo al maiale, calati in un contesto particolare. Trasportare mio figlio in questo mondo “surreale” non è stato affatto difficile, anzi…

E c’è da scommettere che i vostri figli vi battano in tema di “fantasia” e che quindi, di conseguenza, abbiano molto più di voi qualcosa in comune con i suggestivi mondi interiori trasposti sulla tela (a meno che non siate pure voi artisti).

Ovviamente mi riferisco a un’arte contemporanea, con la quale è più semplice appassionarli e coinvolgerli. Infatti, per quanto sia pensiero comune trovarla di più difficile comprensione, ha sicuramente più agganci alla realtà dei bambini. Quindi, per il nostro obiettivo di interessarli all’arte, il cavallo appeso di Cattelan avrà più impatto (nella loro memoria soprattutto) rispetto a una seppur bella, Vergine delle rocce leonardesca.

Cattelan cavallo vergine delle rocce Leonardo

Sebbene anche in una tela rinascimentale, ad esempio del fiammingo Bosch, potreste trovare rappresentazione di mondi alquanto originali (anche se un po’ inquietanti) capaci di destare l’interesse e la curiosità dei vostri figli.

Una cosa è certa: più che nella tela in sé, soprattutto quando i bambini sono piccoli, l’abilità a farli interessare all’arte sta in chi li accompagna nella loro scoperta, nel farli appassionare, divertire, incuriosire, stimolare…

bosch fiammingo

Prima di Keith Haring, li abbiamo portati a vedere Basquiat al Mudec. In entrambi i casi mi è andata bene: con Basquiat ho attuato ironicamente, ma con successo, un confronto spietato su come disegnasse i dinosauri questo artista e su come li disegnasse Giacomo; con Keith Haring abbiamo trovato appigli soprattutto relativamente a un quadro che ha colpito molto la loro attenzione e che abbiamo commentato insieme (un personaggio disegnato aveva la bocca al posto del sedere, vi lascio immaginare lo sgomento nei miei piccoli…).

Jean-Michel-Basquiat-The-Nile keith Haring

A parte tutto, sono convinta che anche il solo osservare una carrellata di immagini di indubbio valore artistico, possa lasciare nella mente “creativa” dei nostri figli una traccia, che magari andranno a ripescare più avanti per nutrire la loro fantasia. L’educazione all’arte è una questione importante e noi come genitori dobbiamo farcene carico.

D’altra parte, vedere con loro una “galleria” di quadri non è diverso dallo sfogliare insieme un albo illustrato, come di quelli “senza parole” dove la storia sta a noi genitori inventarcela. E, anzi, il conoscere da parte nostra magari la biografia dell’artista e le sue opere, ci avvantaggia nel commentarle, ponendo l’accento su ciò che sappiamo o intuiamo potrebbe interessarli maggiormente.

Jean Michel Basquiat - Mudec MilanoMudec Keith Haring Palazzo Reale

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