Il test per scoprire che tipo di genitore sei…

E tu che tipo di genitore sei?

Ti sei mai chiesto che tipo di genitore sei?

Ero in spiaggia intenta nella lettura di un libro (consigliatomi da mio marito psicologo) “Intelligenza emotiva per un figlio” e, all’improvviso, ho realizzato quanto il tempo passi velocemente.  E non perchè mi chiamino “signora”, nonostante io tenda comunque a non girarmi mai nella convinzione non stiano dicendo a me, ma perchè nel libro c’era un test e io ho avuto un moto di gioia all’idea di poter mettermi a crocettare Vero o Falso.

Proprio come facevo ai tempi spensierati della “giovinezza che fu” quando mi dilettavo con test “da spiaggia” della serie: che tipo di partner sei? Romantico? Geloso? Premuroso? etc…

Intelligenza emotiva per un figlio di John Gottman Intelligenza emotiva per un figlio di John Gottman

Certamente il tono di questo test “per genitori” non era quello da test da spiaggia, però almeno c’erano le crocette a renderlo più leggero (in apparenza). E rispetto a una volta, le categorie di appartenenza (o meno) erano di sicuro più impegnative:

Genitore non curante: tende a sminuire o a ignorare i sentimenti del bambino, desidera che le emozioni negative del figlio scompaiano in fretta e quindi utilizza frequentemente la distrazione come mezzo per metterle a tacere. Si concentra di più sul superare le emozioni che non sul comprenderne il significato.

Effetti di questo stile sui bambini: i bambini imparano a considerare i propri sentimenti come sbagliati e inadeguati, possono credere che c’è qualcosa di sbagliato nel loro intimo perchè hanno emozioni sbagliate.

Genitore censore: ricalca gran parte dei comportamenti del genitore noncurante, ma in modo più negativo. Giudica e critica le manifestazioni emotive del figlio, è fin troppo consapevole della necessità di porre dei limiti a suo figlio, enfatizza la necessità di conformarsi a uno standard di buon comportamento quindi alcune manifestazioni emotive sono bandite.

Effetti di questo stile sui bambini: gli stessi che derivano dall’essere genitori noncuranti.

Genitore lassista: accetta liberamente le manifestazioni emotive del figlio, offre conforto al figlio nel momento in cui questi prova sentimenti negativi, ma offre scarse indicazioni di comportamento. E’ permissivo: non pone dei limiti. Ed è convinto che rispetto alle emozioni negative non ci sia molto altro da fare se non accettarle.

Effetti di questo stile sui bambini: Non imparano a regolare le loro emozioni. Possono aver problemi a concentrarsi, a crearsi delle amicizie, a stare insieme ai coetanei.

Genitore allenatore: valuta l’emozione negativa del figlio come un’occasione di intimità, riesce a trascorrere del tempo con il bambino triste, arrabbiato o spaventato. E’ consapevole delle emozioni del figlio e dà loro un valore riconoscendole come opportunità per:

  • stare ad ascoltare il figlio;
  • empatizzare con parole tranquillizzanti ed affettuose;
  • aiutare il bambino a dare un nome all’emozione che prova;
  • offrire una guida per padroneggiare l’emozione;
  • porre dei limiti e insegnare modi accettabili per manifestare le emozioni;
  • trovare sistemi per risolvere i problemi;

Effetti di questo stile sui bambini: imparare a fidarsi dei propri sentimenti, a regolare le proprie emozioni e  a risolvere i propri problemi. Hanno un’alta stima di sé, imparano bene e si trovano a proprio agio con gli altri.

Ed ecco che mi sono ritrovata concentratissima (mio figlio nel mentre ha quasi rischiato di annegare, ma io – ironia della sorte- ero troppo presa dal test che stava valutando il mio livello di genitore) a fare crocette e cerchiolini, per poi approdare alla parte per me più ostica: fare il conteggio per il punteggio finale.

Per questo momento topico non potevo avere distrazioni, così in via preventiva, ho corrotto i miei figli con un ghiacciolo in modo da poter contare su quei 5 minuti di loro “immobilismo” sotto l’ombrellone.

Intelligenza emotiva per un figlio di John Gottman

Ovviamente in questo impegnativissimo calcolo, nonostante l’amica calcolatrice, mi sono persa decine di volte, ma non potevo mollare, perchè il risultato finale mi avrebbe svelato la categoria di genitore a cui appartengo.

Alla fine però, devo essere sincera, penso di aver barato. Intuendo infatti a priori quale fosse il comportamento “giusto” da adottare in una determinata situazione proposta dal test, allora crocettavo magari quella risposta, anche se, in cuor mio, mi dicevo: “ma Giulia, ma cosa dici?! Non è vero che fai così! fai esattamente l’opposto!”.

Intelligenza emotiva per un figlio di John Gottman

Ecco quindi posso dirvi che sono uscita essere la tipologia di genitore allenatore (sicuramente il più ambito tra le categorie), ma in realtà mi rendo conto di essere la somma di tutte le 4 categorie e di avere tanti punti sui quali ancora dover lavorare per arrivare ad essere il “genitore allenatore” senza trucco e senza inganno…

E sia chiaro, il “genitore allenatore” non ha la presunzione di essere un genitore perfetto, ma solo “sufficientemente buono”. Perchè il genitore perfetto, a parte che non esiste, ma anche se esistesse non lo auguro a nessun figlio.

Intelligenza emotiva per un figlio di John Gottman

Intelligenza emotiva per un figlio di John Gottman

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