Da figlia unica quale sono, mi sono sempre chiesta come sarebbe stato avere un fratello o una sorella. Nel mio immaginario di bambina sarebbe stato bellissimo avere un fratello più grande che prendesse sempre le mie difese, ma anche una sorellina piccola da accudire e con cui giocare alla “mamma”. Il mio ideale sarebbe stato essere la “figlia di mezzo”, anche se poi – a sentire chi lo è stato davvero – non è poi così una gran posizione.

Chi ci è passato, infatti, risponde: “beh, se sei il primogenito sei il più grande e considerato, se sei l’ultimo hai tutte le attenzioni e vizi perché sei il “più piccolo” e invece se stai in mezzo praticamente non hai un ruolo, sei quasi di passaggio, “un ponte” tra il primo e l’ultimo“.

gelosia tra fratelli come fare

E’ comunque un dato di fatto che i fratelli, a prescindere da quanti siano, soffrono – chi più chi meno – di gelosia: una fisiologica componente del rapporto tra fratelli.

Oggi condivido alcuni semplici accorgimenti da mettere in atto per aiutare i nostri figli a vivere meglio la gelosia tra loro:

1- Date loro un ruolo, sin da subito, per aiutarli a sentirsi “importanti” e utili (soprattutto quando la famiglia si allarga).

Ad esempio, come suggerisce Giorgia Cozza nel suo libro “Benvenuto fratellino, benvenuta sorellina” se siamo in attesa del secondogenito sarà semplice enfatizzare il privilegio di essere un fratello maggiore, se si parla invece del terzo allora varrebbe la pena, nel dare la notizia, sottolineare che il primogenito diventerà fratello maggiore-bis e il “mezzano” diventerà per la prima volta un “fratello maggiore”.

2- Non restate prigionieri dei “ruoli” assegnati, ma fateli evolvere in base alle unicità di ognuno e rispettatele.

Con il passare degli anni, sarà bene far evolvere il ruolo a loro assegnato in base alla successione numerica di nascita. Potrebbe essere utile valorizzare una qualità caratteriale che possa distinguerlo rispetto agli altri fratelli: magari è proprio l’ultimo, il più piccolo, quello più responsabile e “maturo” e non il primogenito.

E’ una predisposizione abbastanza naturale quella dei fratelli di essere tra loro molto diversi, talvolta addirittura opposti, derivata dalla necessità di ognuno di farsi amare dai genitori per la propria unicità e diversità che, per emergere in un contesto in cui l’attenzione non è esclusiva, assume spesso tratti molti marcati.

Talvolta rischiamo di restare prigionieri di luoghi comuni (derivati dai ruoli assegnati loro per l’appunto) che sono anche tra i fattori scatenanti la gelosia tra fratelli. A chi non è mai capitato di usare frasi di questo tipo:

  1. Tu sei il più grande e devi dare l’esempio”;
  2. “Tu sei il più grande quindi devi essere comprensivo con tuo fratello perché lui è più piccolo, altrimenti lo fai piangere”
  3. “Tu sei ancora troppo piccolo e non puoi fare i giochi dei tuoi fratelli grandi“.

In queste tre frasi di “routine” si possono già scorgere alcuni elementi o etichette che nel tempo potrebbero ritorcersi contro.

Rileggiamo le tre frasi e chiediamoci: fino a che punto è giusto responsabilizzare sempre il primogenito perché è più grande o pretendere da lui maggiore “comprensione” nei confronti del più piccolo? Farà bene al più piccolo sentirsi implicitamente autorizzato a piangere per ottenere qualcosa solo perché è “il più piccolo”? E infine, essere sempre “il più piccolo” non finirà per farlo sentire troppo spesso escluso e inadeguato?

Ovviamente questi rischi si corrono nel momento in cui frasi come quelle qui sopra vengono ripetute a mo’ di “mantra”, non occasionalmente, ma interrogarci sugli effetti delle nostre parole e cercare di bilanciarle può aiutarci a capire parte del ruolo che giochiamo nelle dinamiche della gelosia fraterna.

Inoltre, non dimentichiamoci che per valorizzare le unicità di ognuno non è detto che l’equità del genitore stia nel dare a ogni fratello la stessa cosa. Ognuno è diverso, quindi ciò che può piacere molto a uno non è detto che vada bene allo stesso modo all’altro. Quindi il criterio da adottare diventa non di dare a tutti la stessa cosa, ma farsi garanti del dare ad ognuno ciò di cui ha bisogno in base ai suoi gusti personali, alle sue inclinazioni, perché solo così potrà sentirsi amato e compreso.

gelosia tra fratelli come fare

3-  Il confronto genera rivalità anche dove non ci sarebbe.

Frase tipica: “Tuo fratello è più bravo di te a scuola“…

Le “etichette” rischiano di influenzare i nostri figli a vita sulla percezione che hanno di loro stessi, diventando profezie che si auto-avverano.  Molti genitori vedono nel confronto uno stimolo per incentivare il figlio a fare meglio, in realtà spesso suona alle loro orecchie come demotivante. Allo stesso modo sarebbe meglio evitare di promuovere o vietare qualcosa ai nostri figli utilizzando come termine di paragone il fratello/i.

Anziché vietargli una cosa perché è “più piccolo di” o “più grande di”, si può riportare il piano sul livello dell’equità: per poter fare o non fare certe cose si è grandi o piccoli, in assoluto, ma non rispetto ad altri (fratelli in primis).

4- L’amore non si divide, ma si moltiplica. I giochi, però, meglio dividerli.

La ferita che sta alla base di alcuni rapporti conflittuali e di gelosia tra fratelli è il timore di dover condividere l’amore della mamma e del papà con un competitor “ladro” d’amore.

Spesso tendiamo a dare per scontato che i nostri figli sappiano che noi vogliamo bene loro  in modo incondizionato. Ricordare però che li amiamo, li rassicura sul fatto che più si è in famiglia più l’amore che c’è in circolazione aumenta esponenzialmente. Magari la lettura di un libro come “mi vorrai sempre bene mamma?” può essere d’aiuto.

Ciò che invece realmente corre il rischio di dividersi o comunque “limitarsi” sono le attenzioni e il tempo che resta sempre molto democratico: 24 h sia che sia abbia un figlio, due o tre.

Tuttavia, tempo fa, andai da una pedagogista proprio per gestire meglio la normale gelosia tra fratelli, e ricordo che mi suggerì di tenere dei giochi condivisi da entrambi, ma anche due ceste separate con i giochi di uno e dell’altro. Per l’utilizzo dei quali bisognava essere autorizzati dal legittimo proprietario. Devo dire che anche quando in cameretta sembra esplosa una bomba e i giochi sono tutti mischiati, ognuno dei miei figli “ritrova” in tempo record i giochi di sua proprietà da riporre nella propria cesta o nel proprio zainetto.

5- Ottimizzate il tempo e garantite un serbatoio pieno di amore e attenzione.

Il compito più duro di un genitore quando la famiglia cresce e il tempo si volatilizza è quello di ottimizzare tempi, energie e risorse per dare a ogni bimbo l’attenzione necessaria. Questo non si traduce nel riuscire realmente a portare a termine tutto ciò che vorremmo, ma al contrario rinunciare a molte cose.

Nella pratica si tratta di coinvolgere i nostri figli il più possibile e renderli partecipi di ciò che dobbiamo fare valorizzando l’importanza che per noi ha il loro aiuto. Possono aiutarci a cambiare il pannolino al fratellino, stendere il bucato o fare la spesa dando a ognuno un compito da portare a termine. Tranne rari casi, è ovvio che tutto ciò che faremo insieme ai nostri figli (se sono sotto i 9 anni) non ci farà guadagnare tempo, anzi. Ma sarà tempo speso bene perché condiviso e partecipato in modo attivo.

Le attenzioni condivise non valgono meno di quelle in esclusiva.

come gestire gelosia del fratello maggiore

6- La gelosia è fisiologica ed è anche una straordinaria opportunità di crescita

Secondo il famoso pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott, il bambino che ha avuto modo di sperimentare, affrontare, superare la gelosia nell’infanzia, saprà gestire meglio questo sentimento anche in età adulta: “le persone molto gelose spesso hanno avuto da piccole la sfortuna di non aver potuto esprimere la propria gelosia e la propria aggressività. Se avessero avuto questa possibilità, sarebbero riuscite a superare la gelosia e se ne sarebbero liberate, come succede nella maggior parte dei bambini”

Il mio ultimo suggerimento vuole essere d’auspicio a relazioni fraterne solide e durature, all’interno delle quali la gelosia non sia tanto un effetto collaterale da “combattere”, ma un compromesso da mettere in conto in cambio del grande dono di non essere mai più soli.

7- Parlate con i vostri figli, magari anche grazie all’aiuto di un libro, di tutti i vantaggi che derivano dal non essere figli unici.

Avere l’opportunità di crescere con un fratello (o una sorella) significa creare ricordi condivisi da ripercorrere poi insieme nell’arco della una vita, perché un fratello è per sempre ed è anche il legame destinato a durare più a lungo nel tempo, dalla nascita alla vecchiaia.

Per approfondire l’argomento leggi anche “Quando arriva un fratellino o una sorellina”

 

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